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giovedì, 19. ottobre 2017
12.09.2017 07:38 Età: 38 Giorni

Transumanza da Appenino a Maremma

Categoria: Eventi

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

 

Transumanza da Appenino a Maremma

Sulle tracce del buttero con il lazo di Buffalo Bill

Storie e avventure

 

Il mito della Maremma non è soltanto leggenda, ma anche l’aspro ricordo della Transumanza che ogni anno nel cammino dai pascoli appenninici a quelli costieri, consumava gli zoccoli delle greggi e alimentava le speranze dei giovani “biscini”, dei garzoni, dei cavallari e dei vergai, capi di questo eterogeneo gruppo di pastori e caprai che scendevano in pianura.

Un lungo viaggio che durava otto-dieci giorni e che nel 1825, a solo quindici anni, intraprese Nicola Regi, stanco della miseria della montagna, aggregandosi ad uno zio e ad un branco di pecore.

Da Motolano, sperduto gruppo di case nel comune di Sestino, in provincia di Arezzo, ai confini con le Marche e l'Emilia Romagna, giunse alla Marsiliana, la tenuta dei principi Corsini, per trasferirsi poi nell’azienda di Rispescia, di proprietà di Luigi Ponticelli, anch’esso originario del Casentino.

Qui, nei mille ettari alle porte di Grosseto, apprese i primi rudimenti del mestiere del buttero ed iniziò il suo lavoro con il bestiame brado, sino a ricoprire il ruolo di massaro.

Talmente abile con gli animali, una volta ad una mostra del bestiame a Firenze, Nicola in sella all’inseparabile Diluvio, mise in mostra le sue eccezionali capacità, bloccando inferociti tori sfuggiti dalla fiera che seminavano il terrore sulle sponde dell’Arno.

Le cronache dell’epoca riportarono questa impresa e così iniziò la leggenda del buttero di Sestino, che crebbe nell’intreccio con quella di Buffalo Bill.

Si favoleggia, che nel 1906 quando il colonnello Cody portò per la seconda volta in Italia lo spettacolo Wild West Show, durante lo spostamento da Roma a Firenze, la sua variopinta carovana sostò nei pressi della tenuta Ponticelli e qui in campo aperto si accese una sfida tra cow boy e butteri alla fine quale Buffalo Bill, battuto regalò il lazo servito per catturare vacche e cavalli, al buttero Nicola Regi, riconoscendone la superiorità.

Ma la fama di questo uomo, non finisce qui, si narra, infatti, che lo scultore Tolomeo Faccendi si sia ispirato a questa figura mitica, quando su incarico di Luigi Ponticelli, realizzò in bronzo il monumento al Buttero della Maremma, la cui copia fa bella mostra di se nella piazza della stazione di Grosseto.

Una bella pagina di storia della Transumanza raccontata dai Cavalcanti della Tradizione, che quest’anno: “Sulle orme di Nicola Regi. Il buttero con la lacciaia”, partendo dalla sua casa natale in Casentino, arriveranno dopo nove giorni di sella a Grosseto, entrando in Maremma attraverso la “calla” doganale di Paganico, punto di convergenza dove il bestiame veniva sottoposto alla conta.

Quindici cavalieri su bei Maremmanoni, una razzetta di dieci puledri scossi ed un mulo, sfileranno il 23 settembre nelle vie e nel corso del centro storico, prima di essere accolti nella piazza principale dalle autorità locali e dal sindaco casentinese per uno scambio simbolico di doni tra le due municipalità ed un ringraziamento ai cavalieri, “motori” dell’iniziativa, che hanno studiato il territorio, gli antichi percorsi, impegnandosi nella ricerca ed utilizzando come fonti non solo informazioni di archivi, ma anche racconti, storie e testimonianze, fondamentali per la trasmissione di memorie che sono il carattere di questa terra antica dalla storia millenaria.

Ambra Famiani


 

PEC: anam@pec.anamcavallomaremmano.com